Consorzio Patata dell'Alta Valle Belbo

Patata dell’alta valle Belbo

Nell’area del comune di Mombarcaro e di quelli confinanti, una zona collinare che costituisce l’impluvio della parte alta del torrente Belbo, viene tradizionalmente coltivata la patata, conosciuta nei tempi principalmente come patata di Mombarcaro. Negli ultimi anni, alcuni agricoltori hanno ripreso questa coltura su ampie superfici, dotandosi anche di attrezzature specifiche per la raccolta.Cogliendo questo nuovo interesse locale è stato costituito, per iniziativa di Coldiretti, con l’aiuto tecnico e finanziario della Camera di Commercio di Cuneo, della comunità montana Alta Langa e di vari comuni interessati, un consorzio denominato “Consorzio per la valorizzazione e la tutela della patata dell’Alta valle Belbo”. Il consorzio si propone di tutelare e valorizzare la produzione e il commercio della patata dell’Alta Valle Belbo, attraverso l’apposizione di marchi e con la promozione di eventi e fiere che possano portare all’attenzione del consumatore questo particolare ortaggio. Le terre di montagna della zona di produzione, sabbiose e soffici, poste ad un’altitudine fino a 900 metri, senza possibilità di irrigazione forniscono il massimo di consistenza organolettica attribuendo un sapore inimitabile e non riproponibile in altre aree, questo consente un utilizzo culinario diffuso e particolare. Le aziende attuali, circa una quindicina, con costanza e motodo propongono questo prodotto riportando gli antichi equilibri ed armonia della natura come già si faceva nel passato con un sistema di produzione che riprende le antiche metodologie naturali di coltivazione della patata. Il consorzio persegue alcuni obiettivi importanti:

  • Garanzia e tutela per il consumatore attraverso precise regole di produzione imposte dal disciplinare, con l’ausilio di tecnici qualificati agenzia
  • Attenta vigilanza sulla trasformazione, conservazione e commercializzazione.
  • Identificazione e tracciabilità del prodotto attraversospecifica etichettatura con il marchio consortile e aziendale, individuato per lotti.

Uno degli eventi che più attirano visitatori e turisti è sicuramente la Sagra della patata dell’alta valle Belbo che, ogni anno a metà luglio, viene organizzata dalla Pro Loco e dal consorzio.Durante la manifestazione i numerosi stand dei produttori offrono ad un pubblico sempre numeroso il proprio prodotto, diviso nelle varie specie. Una parte della fiera, che immancabilmente attira curiosi e golosi, è sicuramente la piazzetta dove alcune signore cucinano le tante ricette tradizionali a base di patate, dalle patatine fritte a quelle al forno, tutte quante vengono degustate ed apprezzate.La patata dell’alta Valle Belbo inoltre è venduta anche sui mercati del Savonese e viene comprata da grossisti che la distribuiscono in tutta la Regione. Questo tubero è ricco di potassio e di fosforo, 100 grammi di frutto ne contengono mediamente 570 mg del primo e 57 del secondo.La patata contiene fibre e proteine vegetali, utili a chi ha problemi di colesterolo perché più facilmente assimilabili di quelle di derivazione animale. Tutto dipende poi da come si fanno cuocere le patate.II sistema migliore è bollirle o cucinarle al forno, a patto che lo si faccia lasciando la buccia che serve a mantenere inalterato il valore nutrizionale della patata.

Caratteristiche del prodotto

Pezzatura medio piccola, sapore intenso, particolarmente adatta per il consumo fresco. Viene prodotta in una ventina di comuni nell’area di Mombarcaro, un paese da sempre rinomato per una produzione di qualità.

La patata

Patate di montagna, una marcia in più. La loro forma è talvolta irregolare, ma la polpa è compatta, il sapore pieno. Terreni di struttura ideale e non eccessivamente fertili, a un’altitudine fino ai 900 metri, inverni rigidi che neutralizzano molte malattie, estati fresche e asciutte, scarsi trattamenti sono alla base di una coltivazione naturale. Seminate a maggio e raccolte a ottobre, non vengono irrigate, non conoscono trattamenti ntiparassitari e antigermoglianti; per la conservazione bastano una giusta ventilazione e locali normalmente interrati e freschi, bui, come usava un tempo. La minore resa ne esalta le caratteristiche organolettiche: sono patate saporite, ricche di amidi, potassio e fosforo; ogni tubero si presenta differente per forma, dimensione, colore della buccia e della polpa. Un prodotto di genuinità controllata e di sicura tracciabilità che ha visto nascere marchi di tutela rigorosi anche nel recupero di varietà locali come il Consorzio patata dell’alta valle Belbo (1998)

La patata è storia

La sua introduzione fu ostacolata da forti pregiudizi: era frutto misterioso del Nuovo Mondo, poco appetibile e per qualcuno velenoso. Si diceva che la solanina contenuta nelle foglie desse il potere di volare alle masche. Se all’estero l’input per accettarle venne dal potere istituzionale, rancio per prigionieri di guerra o vitto negli ospedali, la caparbietà cuneese fu vinta grazie a Vincenzo Virginio, agronomo nato a Cuneo nel 1752. Le fiere di Mondovì, Saluzzo e Cuneo lo videro protagonista con il suo barroccio carico di tuberi da semina che distribuiva con larghezza di filantropo, spiegandone i sistemi di produzione e di raccolta. Pare che le prime patate le avesse avute da Alessandro Volta, l’inventore della pila, a sua volta in relazione d’amicizia con Parmentier, il farmacista che le diffuse in Francia. Superata la diffidenza iniziale le trifole, così erano conosciute inizialmente, entrarono nell’uso quotidiano a contendere il primato a castagne e polenta.

Un trionfo in cucina

Piacciono praticamente a tutti ed entrano in decine di ricette: saltate, fondenti, ripiene, gratinate, fritte, al forno. Vanno altrettanto bene in cartoccio, soufflè, crocchette, tortini, sformati, purea. Nelle valli monregalesi le grattugiano a crudo prima di farne gnocchi; nelle valli occitane patate e aioli, maionese profumata d’aglio, sono il piatto della festa patronale. Cambia solo il nome: qui sono per tutti bodi. Basta variare l’uso che ne viene fatto, i condimenti e le eventuali aggiunte – si sposano a carne, baccalà, uova, formaggi, verdure, ma anche a zucchero, pinoli, panna, uvetta sultanina in frittelle e budini dolci – per cambiare radicalmente il risultato. Diamo una patata a un cuoco e ci arriverà un capolavoro.

Le aziende del consorzio

AziendaIndirizzoTelefono
Azienda agricola
7 Vie del Belbo Soc. Coop. Agricola
Piazza Liberta' 3 12070 Mombarcaro 7viedelbelbo@gmail.com
Azienda agricola
Amaltea Soc. semplice agricola
Loc. casa Roccabertone 81 www.ipascolidiamaltea.it
Azienda agricola
Azienda Agricola Barbiero Fulvio
Mombarcaro-fraz. Valle 3 3487912390 - ile.c14@libero.it
Azienda agricola
Azienda Agricola Brovia Marisa
Via Albaretti 3 Sale Langhe 017475304 - 3397120320
Azienda agricola
Azienda Agricola Eredi di Barbiero Silvio
Mombarcaro-fr. Valle 1 0174/97026
Azienda agricola
Azienda Agricola Ferrero Paolo
Mombarcaro - Loc. Viglierchi 13 3403642988
Azienda agricola
Azienda Agricola Ravotto Mauro
Mombarcaro Fraz. Bragioli 3 3381400085 - www.patataviola.it
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